venerdì 27 aprile 2012

KANETO SHINDO


(nato il 28 Aprile del 1912 a Hiroshima, Giappone) è un regista giapponese. 
E 'stato sposato con l'attrice Nobuko Otowa (1925-1994), che è apparsa in molti dei suoi film. Ha vinto il Japan Academy Prize 1996 come regista dell'anno per A Last Note. 


R E L A T E D   F I L M S


JURAJ HERZ


Nato il 4 settembre 1934 in Kežmarok, è un regista, scenografo e attore slovacco. Si è cimentato in lavori sia per il cinema che per la televisione, per quest'ultima ha diretto vari episodi di una serie televisiva basata sui romanzi di Maigret di Georges Simenon. Il suo film del 1971 Petrolejové Lampy, è stato inserito nel Festival di Cannes 1972.

JULIO BRESSANE


(Rio de Janeiro il 13 febbraio 1946) è un regista brasiliano.
Un degno rappresentante del cinema brasiliano marginale, Julius Bressane ha iniziato a fare film come assistente alla regia di Walter Lima Junior, 1965. Nel 1967 debutta alla regia con "Face to Face. Nel 1970 ha fondato l'azienda nel Belair Films con il collega regista Roger Sganzerla. Venuto in esilio a Londra all'inizio del 1970, ma tornato in Brasile alcuni anni dopo, ha fatto un film dopo l'altro. Il suo ultimo film, "Cleopatra" è stato presentato al Festival di Venezia 2007, fuori concorso ed è stato nominato miglior film del 40 ° Festival de Brasília do Cinema Brasileiro, nel novembre 2007.

JOSE' MOJICA MARINS


(San Paolo del Brasile, 13 marzo 1936) è un regista e attore brasiliano, meglio noto come Zé do Caixão.
Mojica Marins creò il personaggio di Zé do Caixão (Joe della Bara) in À Meia-Noite Levarei Sua Alma (1963), che fu costretto ad interpretare perché l'attore designato se ne andò. Interpretò poi questo personaggio in diversi altri suoi film.
Nel 2001 fu girato un documentario dal titolo Maldito - O Estranho Mundo de José Mojica Marins, che esamina la vita del regista e le sue creazioni più celebri. Il documentario vinse il premio speciale della giuria al Sundance Film Festival del 2001.

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JORG BUTTGEREIT


Nato il 20 Dicembre del 1963, è uno scrittore e regista tedesco, noto per i suoi film controversi, soprattutto per i suoi due Nekromantik 1987/ 1991, che affrontano in modo esplicito, ma anche con tocco poetico, il tema della necrofilia, amore e morte. Nel 1999 ha diretto un episodio della serie televisiva Lexx, dopo un'assenza di sei anni, dal settore dello spettacolo.

JESS FRANCO


(Madrid, 12 maggio 1930), è un regista spagnolo, autore di oltre 170 lungometraggi in quarantanove anni di attività.
Cineasta straordinariamente prolifico e molto controverso, ugualmente distante dal cinema commerciale e dal cinema d'élite, ama definirsi egli stesso un outsider. Nella sua carriera ha tenuto fede al motto dell'amico e regista spagnolo Luis García Berlanga, secondo il quale tutto ciò che occorre per fare cinema è «Una camera y libertad!». Compositore, direttore della fotografia, sceneggiatore, attore, montatore, direttore del doppiaggio e doppiatore, oltre che regista, ha firmato i suoi film sotto vari pseudonimi, per lo più tratti dal mondo del jazz, tra cui Clifford Brown, James P. Johnson e David Khune (quest'ultimo come soggettista e sceneggiatore). Accanito cinefilo, dotato di una sterminata cultura cinematografica, ha sempre preso le distanze tanto dal cinema impegnato quanto dal cosiddetto cinema di serie B o cult, nel quale i suoi film sono per altro generalmente classificati dalla critica, dichiarandosi invece cultore di registi come Orson Welles (con il quale ha lavorato), Robert Siodmak, John Ford, Douglas Sirk, Friedrich Wilhelm Murnau, Fritz Lang, Luis Buñuel, Max Ophüls, Billy Wilder, Raoul Walsh.

R E L A T E D   F I L M S

JERZY SKOLIMOWSKY


(Łódź, 5 maggio 1938) è un regista, sceneggiatore e attore polacco.
Ha cominciato la sua carriera negli anni '60 collaborando con registi del calibro di Wajda e Polanski. Tra i suoi film più famosi: Deep End - La Ragazza del Bagno Pubblico (1970) con il quale ottenne un meritato successo internazionale e The Shout (L'Australiano), con il quale vinse la Palma d'Oro al Festival di Cannes nel 1978. I suoi film si caratterizzano per il forte autobiografismo in cui è continuamente presente lo spirito disilluso, lo sguardo verso la realtà e l'incomunicabilità generazionale.