mercoledì 4 maggio 2011

JEAN ROLLIN

(Neuilly-sur-Seine, 3 novembre 1938 – Parigi, 15 dicembre 2010) è stato un regista e sceneggiatore francese.
Regista, sceneggiatore e produttore, si è espresso essenzialmente nel campo del cinema fantastico. Il suo primo lungometraggio, Le Viol du vampire (ottenuto mettendo insieme due medio-metraggi) esce nel 1968. Si tratta di uno dei pochi film presenti nelle sale francesi durante i disordini del Maggio 68 e provoca pertanto una serie di reazioni ostili da parte di alcuni spettatori, non abituati a questo genere di pellicole. I suoi film trattano essenzialmente la figura del vampiro e sono caratterizzati da un ritmo lento e trasognato, nonché da un soffuso erotismo, raffinato e composto in inquadrature dall'intenso fascino grafico ed estetico, quasi pittorico. Negli anni '70 e '80, Rollin realizza anche una serie di film porno, firmati usando diversi pseudonimi, quali Michel Gentil, Michel Gand, Michael Gentle e Robert Xavier. Il regista è inoltre apparso come attore in talune  commedie dirette da Norbert Moutier. È scomparso nel 2010 all'età di 71 anni dopo una lunga malattia.

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JAROMIL JIRES

(Bratislava, 10 dicembre 1935 – Praga, 26 ottobre 2001) è stato un regista e sceneggiatore ceco, tra i maggiori esponenti della Nova vlna, la nouvelle vague cecoslovacca degli anni sessanta.
Ha esordito nel lungometraggio nel 1963 con Il grido (Krik), presentato in concorso al Festival di Cannes 1964. Tra i suoi film più noti, Lo scherzo (Zert) (1968), tratto dall'omonimo romanzo di Milan Kundera.

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GIULIO QUESTI

(Bergamo, 18 marzo 1924) è un regista, sceneggiatore e attore cinematografico italiano.
È considerato uno dei più originali registi italiani. Il montatore di tutti i suoi film fu Franco Arcalli, detto Kim, suo grande amico. I due negli anni ottanta furono soprannominati da Enrico Ghezzi Jules e Kim, citando il famoso film di François Truffaut Jules e Jim.
Nel 1972 dirige il suo ultimo film per il grande schermo, Arcana, storia di meridionali ambientata a Milano, raccontata con situazioni surreali e magiche, tra la levitazione di un asino e rane che escono dalla bocca. Il film viene distribuito a stento in Italia e per niente all'estero.

GIANFRANCO MINGOZZI

(Molinella, 5 aprile 1930 – Roma, 7 ottobre 2009) è stato un regista e sceneggiatore italiano.
si afferma come uno dei migliori documentaristi italiani, ottenendo diversi riconoscimenti tra cui il Leone d'Oro al Festival di Venezia e la selezione agli Oscar del 1966 per Con il cuore fermo, Sicilia (1965), per il suo attento ed analitico lavoro di documentarista. Ha realizzato anche qualche film a soggetto: Trio (1967), Sequestro di persona (1968), La vita in gioco (1972), Flavia, la monaca musulmana (1974), Fantasia, ma non troppo, per violino (1976), La vela incantata (1983, ispirato ai ricordi d'infanzia), L'iniziazione (1987), L'appassionata e Il frullo del passero (1988), Con il cuore fermo, Sicilia, Tobia al caffè (2000).


GERMAINE DULAC

Il suo vero nome era Germaine Saisset-Schneider - era nata a Amiens nel 1882 (morì nel 1942 a Paris), fu regista cinematografica e giornalista. Iniziò a fare esperienza in campo teatrale: nel 1908 scrisse senza successo la commedia L'impresa. Realizzò alcuni films fondamentali nella storia della cinematografia francese, fu la prima donna a realizzare un lungometraggio. Per la sceneggiatura di Louis Delluc dirige Festa spagnola (Fête espagnole, 1919), un film privo di enfasi, sobrio, conciso: la Dulac e Delluc tentano di portare sullo schermo le loro idee sul cinema muto: l'ispirazione poetica pervade un intreccio melodrammatico, su cui ha la meglio il senso della festa popolare. Seguì : "La belle dame sans merci" (1921). Nel 1923 diresse la sua opera migliore, La sorridente Madame Beudet (La souriante Madame Beudet, 1923), da un testo teatrale di Amiel e Obey. Il film è una visione della coppia borghese in una ottica femminile e un poco femminista. Dopo la morte di Delluc, la Dulac si dedicò al Ciné-Club da lui fondato. Divenne presidente della Fédération des Ciné-Clubs. Diresse i cinegiornali delle Actualitès françaises dal 1936 al 1940. Come regista diresse poi: "Ame d'artistes" (1925), La conchiglia e il clergyman (La coquile et le clergyman, 1926) esperimento futurista su soggetto di Antonin Artaud che però ne sconfessò la realizzazione, "L'Oublié " (1927), "Arabesques" (1928) cortometraggio dedicato alle musiche di Debussy, "Disque 927 " (1929) cortometraggio astratto su musica di Chopin. Dulac non si limitò al ruolo della cineasta, ma contribuì a dare al cinema consapevolezza critica e estetica. Per lei il cinema era un mezzo espressivo "puro e integrale", vera e propria "sinfonia visiva".

GASPAR NOE'

Nato a Buenos Aires, il 27 dicembre 1963, è un regista, sceneggiatore e attore argentino.
Tre delle sue opere maggiormente rappresentative ritraggono un macellaio senza nome interpretato da Philippe Nahon; Carne, Seul contre tous e Irreversible, in cui appare come cameo. Irreversible e Enter the void sono stati presentati al Festival del cinema di Venezia, Carne ha vinto il premio della critica al Yubari International Fantastic Film Festival. Lo stile e la narrativa di Noè si rifanno a Taxi Driver, Angst e ad Arancia meccanica di Stanley Kubrick, riprendendone solitudine, nichilismo e iconografia. Attualmente vive e lavora in Francia, dividendosi tra la regia e l'insegnamento alla European Graduate School.

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martedì 3 maggio 2011

FRANK HENENLOTTER

(Long Island, 29 agosto 1950) è un regista, sceneggiatore e montatore statunitense.
Frank Henenlotter, fratello dell'attore Don Henenlotter, è un autore conosciuto principalmente per le sue pellicole commedie-horror risalenti agli anni ottanta ed ai primi anni del decennio successivo. Per i suoi film Henenlotter trasse ispirazione dai film d'exploitation e sexploitation, una categoria di film che egli amava molto e che erano trasmessi nei cinema di seconda categoria delle grandi metropoli americane. I film di Henenlotter sono caratterizzati dal ricorso ad effetti gore, spesso di qualità limitata in quanto i budget di cui il regista poteva disporre erano sempre piuttosto esigui. Le sue pellicole sono considerate come dei b-movie che, nel loro piccolo, riuscirono a scardinare le convenzioni del genere. Anche se i lungometraggi di Henenlotter non raggiunsero mai una reale notorietà, alcuni sono piuttosto conosciuti e considerati come dei film culto: tra questi possiamo citare Basket Case, reperibile in DVD in Italia, e Brain Damage - La maledizione di Elmer.